Almeno un grazie.

Riflessioni sul nuovo contratto di lavoro per gli infermieri


Dario Laquintana

Direttore U.O.C. Direzione Professioni Sanitarie

Fondazione I.R.C.C.S. Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico


Per corrispondenza: Dario Laquintana, dario.laquintana@policlinico.mi.it


Summary. At least a thanks: reflections on the new employment contract for nurses. The signing of the new work contract is an opportunity to take stock of what has been given, promised and actually received. The nurses' salary increase is limited, late, and is almost completely cancelled out by inflation. Though the current contract also offers some recognitions such as the institution of the so-called 'deputy manager', the payment for new and advanced responsibilities a salary increase for those who work in emergency services, it is not enough. There remains the problem of a nursing profession with a severe shortage, in which we need to invest not only from an economic perspective. The effort for the new contract must start now.


Key words: Work Contract, Salary, Nurses’ shortage.


Il 15 giugno è stata sottoscritta l'ipotesi d'accordo per il rinnovo del CCNL della sanità pubblica scaduto il dicembre scorso. Non è ancora il contratto, ma una ipotesi che deve essere vagliata dalla ragioneria dello stato, dalla Corte dei Conti e dal Comitato di Settore prima della sottoscrizione definitiva. Gli effetti sulle buste paga saranno evidenti solo verso settembre/ottobre…o forse mai.

La prima anomalia oggettiva è quella di un contratto firmato sei mesi dopo la sua scadenza. È un contratto complesso, molto articolato, che istituisce nuove aree professionali e che modifica alcuni istituti come gli incarichi, creati solo pochi anni fa. Considerato però che quasi tutte le riunioni sono state svolte in videoconferenza possiamo affermare con certezza che non è stata la pandemia che ha impedito di sottoscriverlo prima. Un maggiore impegno ed un tempismo diverso da chi era al tavolo sarebbe stato apprezzato da chi quel contratto ha aspettato per oltre tre anni lavorando come non mai.

Un impegno ben diverso da quello dimostrato nei confronti dei colleghi francesi a cui, dopo sole sette settimane di trattativa, il governo nel 2020, nel pieno della pandemia, ha riconosciuto 185 € netti medi di aumento direttamente in paga base,1 circa 250 € lordi.

Sono stati anni e mesi difficili per tutti, che hanno visto un impegno oltre misura degli operatori sanitari, con ricadute importanti nell'ambito lavorativo, sulla sfera fisica e su quella psicologica.2 L'impegno profuso in questi anni non si è ancora concluso. Dopo le tre ondate epidemiche e la straordinaria campagna vaccinale agli operatori è richiesto di aumentare l'attività ordinaria per recuperare tutte le prestazioni non erogate nel corso di questi mesi, dimenticando che i reparti Covid sono ancora attivi e preannunciando un autunno in cui si ipotizza una dose vaccinale3 aggiuntiva a tutta (o quasi) la popolazione. Gli infermieri non si sono tirati indietro ed hanno messo (e mettono ancora) in campo le risorse personali e professionali disponibili. Ci si aspettava che il contratto concretizzasse un riconoscimento economico adeguato all'impegno profuso in questi anni. Così non è stato. L'Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale che rappresenta il governo al tavolo delle trattative con le organizzazioni sindacali, stima un aumento medio tabellare pari a 90 € mensili, che può arrivare, con le diverse indennità, fino a 175 € lordi. In particolare, secondo il sole 24 ore4 l'aumento della paga base, il cui peso sulla retribuzione complessiva è pari all'86%,5 oscilla tra i 54 e i 98 euro lordi al mese a seconda della posizione economica. Gli aumenti raggiungono i 175 € solo grazie al ripristino di una specifica indennità per gli infermieri che la legge di bilancio 2020 aveva finanziato per premiare la categoria schiacciata dall'emergenza Covid, rappresentata da un extra mensile compreso fra i 62.81 e i 72.79 euro ed ottenuti soprattutto grazie ad una azione della Fnopi. Sono cifre ben diverse da quelle stanziate con la stessa finanziaria del 2020 che aveva destinato all'area della dirigenza medica e sanitaria (ma non delle professioni sanitarie, le uniche escluse) un finanziamento di 500 milioni di euro per aumentare l'indennità di esclusività del 27%, con aumenti compresi per i dirigenti con più di 5 anni di anzianità tra i 211 ed i 383 €, direttamente in busta paga dal mese successivo, senza aspettare il contratto.6 Queste cifre si sommeranno a quelle del rinnovo contrattuale portando realisticamente gli aumenti a raggiungere per la categoria i 450/500 € medi.

Per il comparto sanità quindi, escluse le risorse destinate dalla finanziaria del 2020, gli aumenti sono anche inferiori a quelli stanziati per il rinnovo del CCNL dei Ministeri e delle Agenzie Nazionali. sottoscritto il 9 maggio scorso, che determina aumenti medi di 105 € a cui si sommano 20 € medi per dipendente per l'implementazione del nuovo sistema di classificazione.

La regola per cui le attese sono fatte per essere deluse non vale evidentemente solo per la ricerca ma anche per i rinnovi contrattuali.

Il paradosso è che questi aumenti, probabilmente, non saranno nemmeno percepiti dai lavoratori.

La stessa Aran, presentando il rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti,6 analizzando gli aumenti contrattuali del periodo 2013/2022 calcola una crescita delle retribuzioni contrattuali per l'intera economia del +9.8%, di cui il +11.5% per il complesso del settore privato contro il +6.1% per il complesso della pubblica amministrazione. La variazione cumulata dell'inflazione per il decennio considerato è pari al +11.8%. In previsione la stessa Agenzia stima che per il 2022 si giungerà ad una perdita di potere d'acquisto valutabile in quasi cinque punti percentuali. Purtroppo anche noi, indirettamente, viviamo in una economia di guerra. Gli effetti della guerra in Ucraina sulle fonti energetiche (gas e petrolio) sono direttamente percepiti dai contribuenti quando si recano in auto alla pompa di benzina o quando pagano la bolletta della luce o del gas, o quando al supermercato vedono aumentare i prezzi dei beni che, per giungere fino al punto vendita, utilizzano comunque mezzi di trasporto che subiscono lo stesso aumento dei prezzi.



di chi è la colpa?


Dei leader del G20 che dopo gli applausi ai sanitari e la foto di gruppo a Roma il 30 ottobre 2021 si sono dimenticati di noi? Dei leader politici italiani che dopo averci fatto sfilare con le forze armate alla festa della Repubblica il 2 giugno hanno tradito le nostre attese? Della guerra in Ucraina che fa aumentare l'inflazione? Dei sindacati che non ci hanno tutelati adeguatamente? O la colpa è anche un po' nostra?

– Il riconoscimento formale nei momenti istituzionali nazionali o internazionali era un atto dovuto per la categoria che ha pagato un alto tributo di vite umane e per la nostra nazione, la prima del mondo occidentale che si è trovata senza armi ad affrontare un evento che ricorderemo nei libri di storia, e che con i propri successi ed i propri errori ha dato tempo e modo agli altri per prepararsi ad affrontare la pandemia. Se di quel riconoscimento formale abbia beneficiato di più chi sfilava o chi era sul palco resta ancora da capire. Se il beneficio è rappresentato dagli aumenti contrattuali abbiamo la risposta. Almeno un grazie…

– Sulla guerra in Ucraina AIR ha già spiegato che la Pace è la via.7

– Un vecchio adagio sindacale dice che “i soldi si danno con gli accordi”. Le risorse erano disponibili da oltre un anno e mezzo e non c'era nessun motivo per aspettarsi un aumento degli stanziamenti mentre ogni giorno aumentano i prezzi al consumo. Il contratto inoltre apporta delle importanti modifiche normative: istituisce le aree professionali, istituisce l'area della cosiddetta “vice dirigenza”, risolve il problema dell'assegnazione degli incarichi professionali al personale sanitario, eroga le indennità per gli operatori in pronto soccorso, ecc. Firmare il contratto voleva dire risolvere questi problemi e dare i soldi ai lavoratori prima che li fagocitasse del tutto l'aumento dell'inflazione.

Un altro vecchio adagio, imparato dagli Alpini, dice che “le battaglie si fanno con i soldati che si hanno”. Da questo punto di vista gli infermieri italiani non sono dei soldati che marciano allineati. Nella vicenda contrattuale non hanno nemmeno combattuto battaglie con convinzione. La partecipazione agli scioperi o ai flash mob organizzati dai sindacati nella vertenza contrattuale non è stata ne significativa ne visibile. La scelta di revocare alcuni scioperi a causa della pandemia o di organizzare forme alternative di protesta è stata etica e responsabile ma sicuramente non ha aiutato. È stata sicuramente diversa da quella dei colleghi francesi che sono scesi in piazza nel 2020 ricordando al governo le promesse fatte e rivendicando il diritto ad aumenti salariali adeguati con una protesta che ha richiamato l'attenzione ed il sostegno dell'opinione pubblica.8 Quello che ancora manca alla nostra professione è probabilmente proprio questo. La capacità di mostrare all'opinione pubblica quello che fanno gli infermieri. La pandemia ci ha offerto una occasione, uno spiraglio di visibilità durato troppo poco ed un ritorno di immagine fugace che non siamo riusciti a capitalizzare. Alla nostra professione manca anche la compattezza di un gruppo professionale che si muove unito, che fa azione di lobby, che vota compatto, che ha rappresentanti nella politica, che riesce a modificare nell'opinione pubblica l'immagine tradizionale di una occupazione subordinata alla professione medica,9 che attrae i giovani, che merita rispetto ed una adeguata retribuzione.


I prossimi anni saranno difficili. Si delinea all'orizzonte una nuova carenza di infermieri. L'aumento dei posti disponibili nei corsi di laurea non è una misura sufficiente ad attrarre i giovani verso la professione. Sicuramente non lo sarà una retribuzione che raggiunge i 1500  € mensili solo con le indennità di turno notturno e festivo.

Questo contratto, ancora da firmare, è già scaduto. Mettiamoci al lavoro per il prossimo.



BIBLIOGRAFIA


1. Ségur de la santé: 7,5 milliards d'euros pour les personnels non médicaux. 13.07.20 Mise à jour le 22.07.20 https://www.infirmiers.com/actualites/actualites/segur-sante-7-5-milliars-euros-personnels-non-medicaux.html

2. Laquintana D. Alla ricerca del tempo rubato: due anni che valgono quattro. Assist Inferm Ric 2021;40:183-5.

3. Vaccini Covid. Oms: “Ancora molte incertezze su come evolverà il virus ma quando sarà pronto un vaccino aggiornato con Omicron sarà utile somministrarlo come booster a tutti”. 20.06.2022 https://www.quotidianosanita.it/ scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=105659

4. Trovati G. Firmato il contratto degli infermieri: aumenti da 117 a 171 euro al mese. Il sole 24 Ore, 16 giugno 2022 https://www.ilsole24ore.com/art/firmato-contratto-infermieri-aumenti-117-171-euro-mese-AEUZ0JgB?refresh_ce=1

5. Dal 1° gennaio 2021 consistente aumento degli stipendi per medici, veterinari e sanitari. 11.01.2021 https://www. quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=91393

6. Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Direzione Studi, Risorse e Servizi, UO Studi e Analisi compatibilità “Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti” Anno 12, n. 2 https://www.aranagenzia.it/attachments/article/12609/Rapporto semestrale 2_2021.pdf

7. Redazione (a cura della). Non ci sono vie per la pace: la pace è la via. Assist Inferm Ric 2022;41:2-5.

8. Cotichelli G. Che il grido di giustizia degli infermieri non cada nel vuoto. Pubblicato il 18.06.20 di Aggiornato il 06.10.20 https://www.nurse24.it/dossier/covid19/farida-grido-giustizia-infermieri-non-cada-nel-vuoto.html

9. Tousijn W, Dimonte V. I confini mobili delle professioni sanitarie. Assist Inferm Ric 2016;35:163-7.