Cuba: il collasso di un sistema sanitario. Un appello alla comunità medica e alle istituzioni internazionali

A cura della Redazione

La situazione sanitaria che sta colpendo Cuba rappresenta oggi una delle più gravi crisi umanitarie e interpella direttamente la responsabilità etica della comunità sanitaria internazionale. Come professionisti impegnati nella tutela del diritto alla salute, riteniamo necessario richiamare l’attenzione delle istituzioni italiane su un contesto in cui l’accesso alle cure essenziali è ormai gravemente compromesso. La sofferenza di migliaia di pazienti, in particolare bambini e persone vulnerabili, impone una risposta fondata sui principi di neutralità dell’assistenza, solidarietà sanitaria globale e tutela dei diritti umani. Ogni giorno di silenzio ha un costo in vite umane.

Assistenza Infermieristica e Ricerca ha promosso e sottoscritto, assieme ad altre riviste scientifiche italiane, una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al Ministro della Salute Orazio Schillaci con un appello affinché l’Italia rompa l’assedio imposto da Trump e contribuisca a valutare e sostenere, con strumenti tecnici e indipendenti, il ripristino delle condizioni minime per garantire cure sicure e accessibili alla popolazione cubana. (NdR).

Gentile Presidente del Consiglio,

Gentile Ministro della Salute,

Siamo operatori della salute di varie aree e dirigiamo riviste scientifiche volte a in-formare e aggiornare la comunità sanitaria, ma anche la società civile, sui percorsi di prevenzione e cura basati sulle evidenze in ottemperanza all’art. 32 della Costituzione Italiana. Quindi, affinché il diritto alla salute per tutti sia garantito: un diritto universale quindi non solo per i cittadini italiani.

L’organizzazione dei servizi a garanzia del diritto alla salute costituisce un potente indicatore del progresso o dell’arretramento di un paese. Il fatto che un servizio sanitario di qualità come quello di Cuba sia costretto a non adempiere alle proprie funzioni deve preoccupare chiunque abbia a cuore il diritto universale alla salute e alle cure.

Cuba ha costruito nel corso di decenni un sistema sanitario che era considerato un modello a livello internazionale, capace di garantire accesso universale alle cure anche in condizioni di risorse limitate. Dal 1963, oltre 600.000 operatori sanitari cubani hanno prestato servizio in più di 160 paesi, Italia compresa. Cuba, undici milioni di abitanti, è il paese con la più alta densità di medici al mondo: 8,4 ogni mille abitanti, contro i 5,3 in Italia.

Quel sistema è oggi in stato di collasso. Le testimonianze raccolte dai corrispondenti della stampa italiana e internazionale restituiscono un quadro di urgenza estrema, che impone una risposta da parte della comunità medica, scientifica e civile globale. La sopravvivenza nei tumori infantili è scesa dall’80% al 65% a causa della mancanza dei farmaci di prima linea. 96.000 persone (quasi uno su cento degli abitanti) – di cui 11.000 bambini – sono in lista d’attesa per un intervento chirurgico. Se la situazione non cambia, la lista potrebbe raggiungere 160.000 pazienti entro la fine del 2026. Oltre 300 interventi chirurgici pediatrici a settimana sono compromessi dalla carenza di farmaci, ossigeno, anestetici e materiali di consumo.

La crisi affonda le sue radici in una combinazione di fattori che si sono aggravati progressivamente. L’inasprimento dell’embargo economico durante la prima amministrazione Trump, il covid-19 e, dal gennaio 2026, il blocco quasi totale delle forniture energetiche conseguente alla crisi venezuelana hanno privato l’isola di carburante, elettricità e accesso ai mercati internazionali dei farmaci e dei dispositivi medici.

Il crollo di un sistema sanitario non è soltanto una tragedia locale: è una violazione dei diritti umani fondamentali che richiede una risposta della comunità globale, al di là di ogni valutazione politica sul regime cubano. Il principio di neutralità dell’assistenza sanitaria – sancito dal diritto internazionale umanitario e dalla deontologia medica universale – impone che le misure economiche coercitive non colpiscano l’accesso alle cure, in particolare quelle rivolte a bambini e popolazioni vulnerabili.

L’Italia non può rimanere indifferente o silenziosa anche perché debitrice con Cuba per l’aiuto ricevuto durante la pandemia covid-19 e con l’attuale lavoro dei medici cubani in Regione Calabria a garanzia del funzionamento del Servizio sanitario locale. Anche per questo e per mostrare interesse, partecipazione e sostegno potrebbe essere utile che una apposita commissione italiana di tecnici della salute venga inviata a Cuba e relazioni sullo stato di salute della popolazione cubana, sull’accesso alle cure, sulla disponibilità di farmaci e dispositivi medici. Un Rapporto tecnico e indipendente potrebbe costituire il materiale per programmare interventi mirati, essenziali e prioritari di aiuto indirizzando sia le istituzioni che le organizzazioni nazionali di cooperazione.

È dovere della comunità sanitaria globale (medici, ricercatori, istituzioni, riviste scientifiche), ma anche della comunità civile agire senza ambiguità, nel rispetto dei principi fondamentali del diritto umanitario. Ogni giorno di silenzio ha un costo in vite umane.

Grazie per l’attenzione.

Maurizio Bonati - Ricerca&Pratica

Gavino Maciocco - Salute internazionale

Luca Carra, Eva Benelli - Scienza in rete

Federico Marchetti - Medico e Bambino

Guido Giustetto - Il Punto

Antonio Addis - Forward

Paola Di Giulio - Assistenza infermieristica e ricerca

Francesco Forastiere - Epidemiologia e Prevenzione

Michele Gangemi - Quaderni ACP

Luca De Fiore - Recenti Progressi in Medicina.