TY  -  JOUR
AU  -  Mansutti, Irene
AU  -  Bello, Angelica
AU  -  Calderini, Anna Maria
AU  -  Valentinis, Maya
T1  -  La cefalea post-rachicentesi: <BR>fattori di rischio, variabili correlate ed interventi.<BR>Revisione della letteratura
PY  -  2015
Y1  -  2015-07-01
DO  -  10.1702/2038.22140
JO  -  Assistenza Infermieristica e Ricerca
JA  -  Assist Inferm Ric
VL  -  34
IS  -  3
SP  -  134
EP  -  141
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1778
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1702/2038.22140
N2  -  Riassunto. Obiettivi. Individuare le principali incertezze degli infermieri (riguardo alla rachicentesi, all'assistenza successiva e alla cefalea post-rachicentesi – PDPH) e trovarvi risposta in letteratura. Metodo. Sulla base dei quesiti individuati da un gruppo di 26 infermieri, è stata condotta una ricerca sulle seguenti banche dati: Medline, Cochrane database of Systematic Reviews e Cinahl. Risultati. Gli aghi atraumatici, il piccolo calibro, l'inserzione in direzione craniale e il reinserimento del mandrino riducono il rischio di PDPH. L'allettamento post-rachicentesi non è efficace nel prevenire tale complicanza anzi può addirittura aumentarne il rischio. Non vi sono sufficienti evidenze sull'efficacia dell'idratazione “supplementare”, tuttavia ad ogni assistito deve essere garantita una adeguata idratazione. Sono emersi risultati contrastanti riguardo alla posizione durante la procedura e alla potenziale correlazione tra volume di liquor prelevato e PDPH. Discussione. La revisione ha permesso di rispondere ad alcuni dubbi: l'uso di aghi traumatici o atraumatici, le modalità di inserimento dell'ago e del mandrino, l'allettamento post-rachicentesi. Occorre chiarire l'efficacia di altri interventi e variabili (posizione durante la rachicentesi, volume di liquor prelevato, idratazione supplementare, efficacia dei farmaci analgesici).
ER  -   
