TY  -  JOUR
AU  -  Longhini, Jessica
AU  -  Ambrosi, Elisa
AU  -  Dal Degan, Sonia
AU  -  Bedin, <br>Marilena
AU  -  Saiani, Luisa
T1  -  L’integrazione degli infermieri nei team di Medicina Generale:<BR>il punto di vista dei Medici di Medicina Generale
PY  -  2019
Y1  -  2019-04-01
DO  -  10.1702/3169.31498
JO  -  Assistenza Infermieristica e Ricerca
JA  -  Assist Inferm Ric
VL  -  38
IS  -  2
SP  -  66
EP  -  76
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1778
Y2  -  2026/04/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1702/3169.31498
N2  -  <br><br>
Ringraziamenti 
Si ringraziano i colleghi che hanno contribuito nelle varie fasi dello studio: Adriana Dalponte, Antonella Albertini   
e gli studenti del Master in Case Manager di Cure primarie 
e palliative dell’Università di Verona, sede di Vicenza.<br><br>


Riassunto. Introduzione. Da circa un decennio in Italia si sono sviluppati vari modelli di cure primarie territoriali che prevedono l'inserimento di infermieri nei team di medici di medicina generale (MMG). Obiettivi. Indagare esperienze ed aspettative dei MMG rispetto ai livelli di autonomia e interdipendenza dell'infermiere inserito nei team di medicina generale. Metodi. Studio esplorativo in 2 fasi: 1) focus group con un campione propositivo di 12 MMG per individuare le tipologie di utenti/problemi e di attività affidabili agli infermieri; 2) costruzione di un questionario ad hoc per indagare il grado di autonomia/interdipendenza assegnato agli infermieri dai MMG per le diverse tipologie di utenti/problemi e attività. Il questionario è stato somministrato ad un campione di convenienza di 45 MMG, che sono stati poi intervistati per comprendere le motivazioni delle loro scelte. Risultati. I MMG riconoscono autonomia agli infermieri: nell'accertamento, monitoraggio e educazione sugli stili di vita, sulla prevenzione delle cadute, della malnutrizione e sulla compliance ai trattamenti; nell'esecuzione di attività tecnico-assistenziali e organizzative. Ritengono necessario garantire supervisione o fornire indicazioni agli infermieri nella gestione dei pazienti cronici, soprattutto nell'accertamento di segni e sintomi di riacutizzazione, nel monitoraggio e follow-up e in parte anche nei contenuti dei programmi educativi. Infine, ritengono di loro competenza la gestione dei pazienti pluri-patologici e instabili, ad esempio con scompenso cardiaco, in quanto quadri clinici che possono evolvere repentinamente e caratterizzati da notevole imprevedibilità. Conclusioni. I MMG esprimono un forte orientamento all'interdipendenza operativa, che viene modulata in rapporto all'instabilità e complessità clinica degli utenti.
ER  -   
