TY  -  JOUR
AU  -  Lamiani, Giulia
AU  -  Barello, Serena
AU  -  Vegni, Elena
AU  -  Moja, Egidio A.
T1  -  “Il diabete è per me…”: la prospettiva degli operatori sanitari
PY  -  2009
Y1  -  2009-07-01
DO  -  10.1702/458.5402
JO  -  Assistenza Infermieristica e Ricerca
JA  -  Assist Inferm Ric
VL  -  28
IS  -  3
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1778
Y2  -  2026/06/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1702/458.5402
N2  -  Obiettivo. Indagare le rappresentazioni e i significati attribuiti al diabete da parte degli operatori sanitari attraverso un approccio etnografico.Metodo. Agli operatori sanitari che partecipavano ad un congresso nazionale sul diabete è stato chiesto di scrivere una narrazione sul tema “Il diabete è per me…”. Le narrazioni sono state analizzate qualitativamente da due ricercatori tramite analisi del contenuto e i dati gestiti tramite un software per la ricerca qualitativa (Nvivo). Risultati. Dei 147 presenti al congresso, sono state analizzate 140 narrazioni: 86 di infermieri, 54 di medici. L’analisi del contenuto ha messo in evidenza 6 tematiche:La malattia, che raccoglie le definizioni biomediche e biopsicosociali del diabete; Il vissuto del paziente, in cui si descrive come il diabete influisce sull’esistenza dei pazienti; Il vissuto dell’operatore, in cui l’operatore svela le sue paure che il diabete colpisca o abbia già colpito se stesso e i propri famigliari; La relazione operatore- paziente, in cui emerge la centralità dell’educazione del paziente e la fatica di un rapporto a continuo contatto col cronico; Il sistema sociosanitario, comprendente le considerazioni sulla società come causa del diabete ma su cui il diabete pesa in termini economici ed assistenziali. Conclusioni. I risultati evidenziano una profonda comprensione del vissuto del paziente, soprattutto da parte degli infermieri, fino all’identificazione col paziente. Emerge una dimensione relazionale ed educativa ricca, complessa e problematica sia per gli infermieri che per i medici. Interventi sull’area comunicativo-relazionale e sul vissuto degli operatori potrebbero avere ricadute positive sul lavoro coi pazienti.
ER  -   
